La Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute (ICF) costituisce il quadro concettuale dell’OMS, ed è destinata alla comprensione del funzionamento, della disabilità e della salute.
L’ICF rappresenta una classificazione universale che definisce un quadro e un linguaggio standardizzati allo scopo di configurare la salute e le dimensioni ad essa connesse; nella pratica, essa comprende tre componenti essenziali.
L‘utilizzo della ICF ha portato allo sviluppo di gruppi di categorie utili per la pratica clinica, l’erogazione di servizi o la ricerca.
La Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute approvata nel 2001, più comunemente nota come ICF, costituisce il quadro concettuale dell’OMS per una nuova comprensione del funzionamento, della disabilità e della salute; nella pratica, è configurabile come una classificazione universale utile atta a diversi usi e settori, che mira a stabilire un quadro e un linguaggio standard per descrivere la salute e le dimensioni ad essa correlate.

La salute e la disabilità sono state definite come concetti esclusivi; la ICF rappresenta un cambiamento concettuale radicalmente diverso, andando a presupporre che tutti possano sperimentare, in un determinato momento, un deterioramento della salute e, di conseguenza, un certo grado di disabilità.
In questo modo, salute e disabilità si estendono in modo uguale lungo il continuum esistenziale, la disabilità non è, quindi, la caratteristica di alcuni gruppi sociali, ma si tratta di un’esperienza umana universale, un concetto dinamico bidirezionale frutto dell’interazione tra stato di salute e fattori contestuali.
La ICF si basa su un modello integrale di funzionamento, disabilità e salute; le tre componenti riguardano le funzioni fisiologiche/psicologiche e gli elementi anatomici, la seconda è connessa all’esecuzione individuale di compiti e le difficoltà che una persona ha nel realizzarli costituiscono le limitazioni, e la terza allo svolgimento delle situazioni sociali e ai problemi che l’individuo sperimenta.
I fattori contestuali possono essere esterni (ambientali) o interni (personali); l’impatto dei fattori contestuali è talmente rilevanti che essi possono agire come facilitatori o come barriere.
Le categorie della ICF sono indicate tramite codici alfanumerici con i quali è possibile classificare il funzionamento e la disabilità, sia a livello individuale che di popolazione.
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